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Lo specchietto concavo è fissato sul piede circolare, tramite un perno. L'intensità dell'illuminazione si ottiene proiettando la luce attraverso il diaframma circolare con sei fori posti a distanza regolare uno dall'altro e di diverso diametro; una piccola levetta in ottone fa da molletta di arresto in prossimità del foro, collocata sotto al tavolino. Così come i primi microscopi dell'Istituto Ottico di Wetzlar, il tavolino è sprovvisto di clip.

Il fortunato utilizzatore, nel momento magico dell'osservazione, può rilevare la firma del costruttore incisa sul tavolino portaoggetti: ENGELBERT U. HENSOLDT WETZLAR 172.
All'interno della scatola il microscopio viene riposto col tubo ottico smontato. La dotazione ottica originale comprende un solo obiettivo contrassegnato 3, così come gli oculari 1 e 2. È presente un altro obiettivo, ma dall'attacco a vite notiamo che non è di questo strumento; è però sempre piacevole potere visionare un campione di storia di questa famosa ditta, inciso N° XVII ENGELBERT & HENSOLDT.

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Microscopio composto Engelbert & Hensoldt, n. 172, circa 1866/68 - Vista posteriore dello strumento
Microscopio composto Engelbert & Hensoldt, n. 172, circa 1866/68 - Vista posteriore, sulla destra la custodia dello strumento. Il libro sullo sfondo rappresenta un esemplare analogo.
 
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