
Lo specchietto concavo è fissato sul piede circolare, tramite un perno. L'intensità dell'illuminazione si ottiene proiettando la luce attraverso il diaframma circolare con sei fori posti a distanza regolare uno dall'altro e di diverso diametro; una piccola levetta in ottone fa da molletta di arresto in prossimità del foro, collocata sotto al tavolino. Così come i primi microscopi dell'Istituto Ottico di Wetzlar, il tavolino è sprovvisto di clip.
Il fortunato utilizzatore, nel momento magico dell'osservazione,
può rilevare la firma del costruttore incisa sul tavolino portaoggetti:
ENGELBERT U. HENSOLDT WETZLAR 172.
All'interno della scatola il microscopio viene riposto col tubo ottico smontato.
La dotazione ottica originale comprende un solo obiettivo contrassegnato
3, così come gli oculari 1 e 2. È presente un altro obiettivo,
ma dall'attacco a vite notiamo che non è di questo strumento; è
però sempre piacevole potere visionare un campione di storia di questa
famosa ditta, inciso N° XVII ENGELBERT & HENSOLDT.

