Microscopio composto Universale di Chevalier, circa 1840 - I due cassettini: in basso gli oculari, in alto gli obiettivi
Microscopio composto Universale di Chevalier, circa 1840 - Dettaglio della maniglia in ottone usata per estrarre il casetto principale
Microscopio composto Universale di Chevalier, circa 1840 - Lo strumento smontato e riposto nel cassetto

La grande custodia di legno di mogano ha una serratura con chiave e una maniglia in ottone, contiene un cassetto scorrevole al cui interno trovano alloggio due cassettini ricoperti di velluto verde e disposti uno sopra l'altro.
Il primo vassoio (in basso) alloggia tre oculari huygeniani con attacco a baionetta, il condensatore a disco con quattro fori, il collare porta obbiettivi in ottone, una camera lucida tipo “Amici” e pinzette; l'ultimo posto, vuoto, conteneva una lente positiva in una montatura rettangolare da attaccare alla camera lucida per correggere la vista dell'operatore (mancante).
Nel secondo cassetto (in alto) ci sono due obiettivi del tipo "a bottone francese" con attacco a baionetta: il primo è contrassegnato sui bottoni con i numeri 2 e 3 , nel secondo obiettivo i bottoni sono contrassegnati rispettivamente con “+”, “++”, “+++”, un altro obiettivo è dotato di lieberkuhn. Inoltre, sono presenti un vetrino micrometrico in ottone segnato: "Millimetre en 100 Parties", marcato "Charles Chevalier Palais Royal" , una cella di metallo rettangolare con il suo relativo vetro, delle pinzette. Questo cassettino dispone di un alloggiamento interno che può contenere ulteriori accessori; è presente un grande vetrino di legno. Nei bordi superiori dei cassettini è stampata la lettera greca beta . Il microscopio è conservato sul fondo del cassetto, con altri accessori, su supporti ricoperti di panno verde; rimangono vuoti due alloggiamenti, probabilmente per due corti tubi ottici, mentre sono presenti un prisma di Nicol e a fianco un tubo ottico scomponibile in due parti.
In uno scomparto di legno si trovano un piatto traslatore e un apparecchio galvanico di Ploessel, entrambi in ottone e incisi Charles:Chevalier. Il primo serviva a muovere gentilmente il campione durante l'osservazione, il secondo ha due puntali che possono essere connessi ad una sorgente esterna di elettricità (ad es. una pila di Daniel) per osservarne gli effetti sulla sostanza in esame.

 

Microscopio composto Universale di Chevalier, circa 1840 - Particolare della lettera 'beta' stampata sul lato corto superiore di entrambi i cassettini