I tavolini portaoggetti in ottone sono inseriti lungo un braccio a coda di rondine. Un tavolino ha il piano superiore ricoperto di vetro spesso di colore nero, un foro centrale e la sede per due clip (una è mancante); può essere spostato sia longitudinalmente, sia lateralmente. Sotto al tavolino si trova l'attacco a baionetta per l'inserimento del cilindro che sostiene il diaframma a quattro fori di diverso diametro per permettere di variare l'intensità dell'illuminazione. A questo si aggiunge un ulteriore cilindro di ottone provvisto di una lente che consente di aumentare la luminosità durante l'osservazione. Il secondo tavolino è in ottone verniciato di nero, al centro alloggia un disco di ottone che porta due piccole clip fisse per le osservazioni di piccoli vetrini, nella parte superiore uno scasso circolare permette di montare il supporto del tipo Buonanni. Il grande tubo orizzontale estensibile è azionato tramite un grande pomello a vite zigrinato che consente l'estensione graduata da 0 a 80 mm e l'aggiustamento degli oculari. Nella parte anteriore del tubo orizzontale è presente la baionetta per l'inserimento del tubo ad angolo retto che contiene il prisma, su di esso un'altra baionetta più piccola accoglie gli obiettivi. Il tubo orizzontale ha la possibilità di ruotare di 90° sul piano orizzontale per osservazioni diverse; questo è dedotto non dagli accessori in dotazione, ma dalla lettura e dai disegni del libro “Des Microscopes et de leur usage”, C.Chevalier, prima edizione del 1839, fig. 4. Lo strumento si può disporre in posizione verticale, un collare di adattamento dà la possibilità di utilizzare gli obiettivi. Da un'accurata ispezione dello strumento notiamo come tutte le parti e tutti gli accessori nel momento della sua costruzione siano stati contrassegnati con il numero 4 (questo perché nel laboratorio, nello stesso momento, erano presenti in produzione altri microscopi dello stesso modello, perciò il meccanico doveva contraddistinguere i relativi pezzi da dedicare ad ogni strumento); non esiste nessuna dedica o numero di serie dello strumento che permetta di poterlo rintracciare tramite eventuali ricerche nei registri di costruzione della ditta.