Bononiae Microscope - Arthur Chevalier

volentiers diamant. Cet instrument, dont tous les verres sont achromatiques, n'a pas plus de quatre centimetres de longueur; il m'a fait voir nettement plusiers test-objets."

Lo sviluppo della fotografia
Charles Chevalier occupa un posto di grande rilievo anche nel campo della fotografia per il contributo che diede al suo sviluppo. Fornì gli obiettivi acromatici perfezionati che applicò ai primi apparecchi di dagherrotipia. Le prime immagini durevoli furono realizzate nel 1813 da Niepce e nel 1839 da Daguerre, con i quali Chevalier collaborò. Erano però unicamente di tipo positivo e non permettevano la duplicazione. Il procedimento negativo-positivo fu inventato solo nel 1840 da Fox-Talbot.

Arthur Chevalier (1830 -1874)
Figlio e successore di Charles, Louis Marie Arthur Chevalier proseguì l'attività del padre, ma con minori risultati, in quanto dovette fronteggiare la concorrenza dei costruttori dell'Europa industrializzata dell'epoca. Negli anni '60 il catalogo della casa comprendeva centinaia di strumenti di tutti i tipi e nel laboratorio di Parigi erano impiegate 15 persone addette alla distribuzione e spedizione, mentre circa 60 abili artigiani, dei quali molti sparsi per l'Europa, lavoravano ai componenti. Arthur Chevalier pubblicò "L'etudiant micrographe" e nel 1863 "L'Art de l'opticien et ses rapports avec la construction et l'application des lunettes", contribuì al miglioramento delle apparecchiature mediche e dei metodi di produzione. Dopo di lui la compagnia decadde e chiuse attorno al 1889.

Bibliografia

C. Chevalier, Des Microscopes et de leur usage, Paris, 1839
A. Chevalier, L'etudiant micrographe, Paris, 1882
G. Faure, Storia del microscopio, Roma, 1945,
G. L'E. Turner, The great age of the microscope, 1989, ISBN 0-85274-020-4
G- L'E. Turner, Microscopi-Guida per il collezionista, Christie's International Collectors Series, Silvana Editoriale
R. G. W. Anderson, J. Burnett and B. Gee, Handlist of Scientific Instrument-Makers' Trade Catalogues 1600-1914, National Museums of Scotland Information Series No. 8, ISSN 0952-7737